Non sono un Agente Generale, ma opero nel settore della vendita, del reclutamento e della formazione assicurativa da 15 anni.
Trovo incomprensibile lo stupore di molti Agenti all’introduzione delle nuove direttive, che tra le altre vedono variare la veste dell’Agente Generale in Imprenditore.
E’ umano che la novità conduca a momenti d’instabilità ma è altrettanto vero che la sana “paura” stimola lo sviluppo e la ricerca di contromisure, che normalmente inducono ad una evoluzione del mercato.
Lo statico rapporto tra Agente e Compagnia ha prodotto negli anni restrizioni e perdite di professionalità, minore libertà nell’assunzione dei rischi, minori aliquote di retrocessione, maggiori costi di gestione, imposizioni alla commercializzazione di prodotti inefficienti (legati ad incentivi economici) manomandati sbilanciati verso le compagnie che impongono territorio e politiche commerciali, non si può asserire che questa situazione è efficiente.
La posizione dell’Agente è peggiorata nel tempo, ma a molti non dispiace, il livellamento della categoria, della professionalità, l’efficienza dell’Agenzia o della rete commerciale, ha un suo tornaconto per i Signori Agenti, poiché la regola che la governa risponde al rapporto “minori costi maggiori guadagni”.
Non potete “ululare” adesso, che è colpa di questo o di quell’altro, vi è piaciuta la bicicletta e adesso pedalate, ho visto passare davanti ai miei occhi ogni genere di Agenti, l’arogante, il presuntuoso, l’incompetente, ma per fortuna ho incontrato anche molti Imprenditori.
Non potete incavolarvi ora che è giunto il momento di raccogliere i frutti del terreno che voi avete coltivato, magari eleggendo come vostro rappresentante il “compare” del direttore commerciale o dell’amministratore della vostra Compagnia, oppure non mettendo alla gogna quel collega spione, (lecchino), che invece molti “lisciavano” per accaparrarsi la sua simpatia.
Certo la trasformazione oggi è radicale, non solo in negativo, si dovrebbe incominciare ad associarsi, eleggendo rappresentanti di categoria esterni al nostro settore, sindacalisti, che risultano meno ricattabili dalle compagnie.
L’unione è Forza, voglio vedere le compagnia lesinare ancora sulle aliquote di retrocessione, quando una intera rete agenziale incomincia a battere i pugni o a importi di collocare prodotti vantaggiosi solo per loro, oppure rifiutare affari che l’Agente propone a più compagnie.
Certo, coloro che sono Agenti è provengono da profili ispettivi magari ci lasciaranno le penne, non sapendo gestire una situazione altamente concorrenziale, ma quella razza non è certamente annoverabile tra gli Agenti Generali di Assicurazione.
Chiarimento sul concetto di concorrenziale...
Salve,mi permetto di informarLa che il decreto bersani non ha introdotto solo delle novità che hanno aperto il mercato assicurativo verso un profilo più concorrenziale nei rami danni,bensì sono state attuate delle modifiche anche tecniche che non avevano motivo di esserci,soprattutto considerando che non essendoci stata una fase di concertazione tra le parti interessate ( Governo,Compagnie di assicurazioni,Agenti generali di assicurazioni)dove ognuno potesse esprimere la propria visione della situazione e potesse dare una soluzione al problema posto dal ministro Bersani,sì è ahimè notato come comunque le compagnie facendo "cartello" tra di loro abbiano aggirato l'ostacolo non facendo cambiare la situazione come ci si aspettava e scaricando le problematiche sull'anello più debole e meno tutelato dalle lobby del sistema,cioè gli agenti di assicurazione. Ben venga una classe dirigente di agenti che abbiamo una visione imprenditoriale.ma ad essi dovrebbero essere affidati realmente gli strumenti per poter gestire la situazione nella maniera più produttiva possibile a vantaggio di tutti. Concordo sulla necessità di avere un sindacato serio professionale e non ricattabile. Cordiali saluti